E’ difficile immaginare che l’Isola dei Pini, uno dei fiori all’occhiello del turismo caledoniano, solitamente definita l’isola più vicina al paradiso (come Ouvéa), abbia potuto ospitare nel 19° secolo una colonia penitenziaria. Tuttavia, ci sono ancora oggi alcuni resti che testimoniano questo passato.

Nel 1872 la Francia decise di creare una colonia penitenziaria nella parte sud-ovest dell’isola.

Infatti, a partire dal 1864 la Nuova Caledonia acquisì lo statuto di colonia penitenziaria, in seguito all’arrivo a Port-de-France (l’attuale Nouméa) dei primi detenuti a bordo della nave Iphigénie.

Il passato penitenziario

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  • Vestiges of the penal colony in the Isle of Pines

    21 mila detenuti tra il 1864 e il 1897

    Dopo i primi 250 prigionieri ne seguirono altri 21.000 fino al 1897, giunti con 75 diverse imbarcazioni. Tutti questi vennero registrati nei diversi centri penitenziari dell’arcipelago. Per comprendere l’importanza storica di questo periodo, è opportuno precisare che nel 1877 due terzi degli abitanti europei che vivevano in Nuova Caledonia erano prigionieri (ovvero circa 11.000 su 17.000).

    Tra tutti questi detenuti è tuttavia necessario fare una distinzione tra i “trasportati” (che erano essenzialmente condannati del diritto comune, e quindi i più numerosi), i “deportati” (prigionieri politici, comunardi o cabili) e i “relegati” o recidivi.

  • Vestiges of the penal colony in the Isle of Pines

    Deportati comunardi e cabili

    Tra le migliaia di relegati destinati a “la Nouvelle” (come veniva generalmente definita all’epoca la prigionia caledoniana), numerosi furono quelli che arrivarono sull’Isola dei Pini. Tuttavia, la storia locale dell’isola fu principalmente segnata dalle sorti di deportati comunardi. Si trattava in questo caso di persone condannate in seguito all’episodio rivoluzionario della “Comune di Parigi” del 1871.

    Tra i nomi più conosciuti di questa categoria vi fu Louise Michel, sebbene nel suo caso non arrivò sull’Isola dei Pini. La maggior parte di questi condannati politici venne trasferita sull’isola, che accolse inoltre numerosi insorti algerini condannati in seguito alla rivolta in Cabilia del 1871.

  • Vestiges of the penal colony in the Isle of Pines

    I resti del passato

    Attualmente è rimasto poco di questo passato ormai lontano. A Ouro (uno dei cinque comuni dell’isola dove giunsero i deportati) sono ancora visibili alcune rovine invase dalla vegetazione oltre

    al serbatoio idrico a torre costruito nel 1874/1875 e ancora oggi utilizzato.

    Infine, il cimitero dei deportati ancora oggi presente è un luogo del ricordo e della memoria al quale vale la pena fare una visita. Qui si trovano ancora 230 tombe anonime (tranne due) che ricordano come spesso i prigionieri trovassero anche la morte in questo luogo.