Sapientemente restaurato da appassionati, l’antico villaggio di Prony è attualmente disabitato, pur occupando una posizione di rilievo nella storia caledoniana. Testimonia infatti tre diverse fasi storiche: quella del penitenziario, quella dello sfruttamento dei boschi e l’ultima relativa all’inizio dell’attività mineraria nel Caillou (come viene affettuosamente soprannominata la Nuova Caledonia).

Malgrado la scoperta della Nuova Caledonia da parte degli europei risalga al 1774, con l’ammiraglio James Cook, il suo controllo da parte della Francia avvenne solamente molti anni dopo, nel 1853. Un anno dopo, l’imbarcazione Prony salpò dalla piana di Nouméa per esplorare le coste meridionali. Seguendo il canale Woodin, tra la Grande Terre e l’isola Ouen, il comandante Jean-Joseph de Brun scoprì una grande baia alla quale diede il nome della sua barca.

Con lo sviluppo urbano della città di Nouméa c’era all’epoca una crescente necessità di materiale da costruzione. Per questo motivo, nel 1867 si decise di mandare nella baia una squadra di 33 uomini, di cui 29 “trasportati”, ovvero detenuti. Questi si insediarono creando un campo di lavoro, il campo Sebert, destinato a sfruttare le risorse boschive della baia.

Il villaggio fantasma di Prony

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  • old penitentiary area

    Dal campo Sebert al villaggio di Prony

    Poco a poco il campo si organizzò con le prime costruzioni: un forno e un magazzino per le scorte di viveri. Nasceva così un piccolo villaggio. Nel 1873, la fiorente attività contava già 60 operai “trasportati”, sviluppando nuove costruzioni tra cui la celebre polveriera di cui ancora oggi sono visibili i resti.

    Nel 1890 questa località divenne ufficialmente un centro di relegazione, con una popolazione in progressivo aumento fino a raggiungere 635 persone nel 1898. Tuttavia, il calo dei profitti della produzione e il fatto che dal 1897 non vennero più inviati nuovi detenuti, comportarono l’inevitabile chiusura del sito, che venne definitivamente abbandonato nel 1911.

  • The village’s temporary resurrection

    La provvisoria riapertura del villaggio nel 1956

    In modo definitivo? Non del tutto. Nel 1956 una filiale della SLN (Société Le Nickel) stabilì sulle rovine del centro penitenziario un villaggio, che rimase abitato fino al 1968 da famiglie di minatori impegnate nell’estrazione mineraria della regione. Durante questo periodo queste famiglie poterono beneficiare delle sorgenti d’acqua calda della baia, già precedentemente predisposte e attrezzate per i detenuti a partire dal 1889.

    La Provincia Sud, proprietaria degli edifici dal 2007, ha ufficialmente inserito ciò che resta del villaggio di Prony tra i monumenti storici del Paese.

  • Huge banyans immerse themselves in the memory of the site

    Gli enormi baniani proteggono la memoria del luogo

    Attualmente, i rari resti di quest’epoca sono praticamente imprigionati tra immensi baniani (alberi appartenenti alla famiglia del ficus che possono raggiungere dimensioni gigantesche) che ricoprono l’intero sito. Vengono regolarmente svolte visite organizzate da parte di guide locali che permettono di immergersi nel cuore della memoria di questo luogo, la cui magia rimane viva nonostante gli evidenti segni del tempo.