Costruito nel 1870, l’edificio che ospita attualmente il museo di Bourail e l’ufficio del turismo era in origine il deposito per le scorte della struttura penitenziaria. Oggi, ogni anno migliaia di visitatori vengono per scoprire com’era la vita di un tempo o per vedere l’ultima ghigliottina utilizzata in Nuova Caledonia.

A partire dall’apertura del penitenziario nel 1910, questo edificio è poi stato utilizzato per diversi scopi (azienda di trasporti, caseificio, servizi veterinari) prima di essere classificato come monumento storico nel 1980. Divenuto proprietà della città di Bourail, è quindi stato adibito a museo nel 1986 grazie all’impegno di appassionati di storia che si sono impegnati per raccogliere oggetti della vita domestica provenienti da “collezioni” private.

Un monumento storico

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  • Une région au caractère agricole

    Le caratteristiche agricole della regione

    Al primo piano vi sono una quindicina di vetrine che ripercorrono la storia raccontando la vita tribale all’epoca dello sviluppo della colonia penitenziaria, soffermandosi sull’arrivo dei primi detenuti nel 1867 e sulla loro installazione come “concessionari”. Interessanti anche le testimonianze arabe a Bourail, frutto della deportazione di circa 2.000 persone principalmente di origine algerina.

    Anche la natura principalmente agricola di questa regione viene ampiamente rappresentata dalla coltura del caffè (la cui epopea ha segnato indelebilmente la memoria) a quella del cotone. Avvicinandoci ai giorni nostri, una vetrina ricorda la presenza neozelandese in questa regione durante la seconda guerra mondiale.

  • La case de chef Kanak

    Le costruzioni kanak

    Al piano terra sono presenti alcune ricostruzioni di alloggi, della fucina, del forno e della latteria, per fornire ai visitatori una panoramica dalla vita rurale tra il 19° e il 20° secolo. Per quanto riguarda la capanna, questa è stata purtroppo seriamente danneggiata dal ciclone Erica del 2003. Ospita comunque ancora un importante petroglifo ritrovato a Nessadiou.

  • A weaving workshop

    A lezione di intreccio

    Oltre alla visita del museo, i visitatori hanno anche la possibilità tutti i martedì mattina (dalle 9.00 alle 12.00) di partecipare a un laboratorio di intrecciatura durante il quale gli “allievi” impareranno a intrecciare le foglie di pandano.

    In passato l’intrecciatura era innanzitutto un passatempo praticato dalla maggior parte delle donne delle tribù. Si realizzavano principalmente borse per la raccolta dell’igname e stuoie. Ancora oggi ci sono donne che portano avanti questa tradizione ancestrale, impegnandosi a trasmetterla alle ragazze e ai turisti di passaggio o agli abitanti della regione di Bourail. Sono sufficienti pochi incontri per imparare a realizzare autonomamente una piccola borsa, una corona o una decorazione per i capelli. Rotoli di pandano e rafia vi stanno aspettando!